Archive for maggio 2009

L’intervista incriminata di Sodano ad Annozero

maggio 27, 2009

Per Fulvio Sodano

maggio 26, 2009

Sodano

C’è una battaglia che dobbiamo vincere…….. Il conferimento della cittadinanza onoraria all’ex prefetto di Trapani, Fulvio Sodano……. A tal proposito, abbiamo avviato una raccolta di firme. Momentaneamente è possibile firmare on-line ma sicuramente ci attrezzeremo per diffondere il nostro messaggio nella speranza che la città risponda positivamente….

In basso a destra, trovate  il banner della petizione basta un clic e una firma…………….. Mi raccomando Passate Parola

Che non trascorrano altri 21 anni!!!! (Breve ricordo di Mauro Rostagno)

maggio 26, 2009

Il cerchio che gli agenti della Squadra mobile di Trapani hanno aperto inchiodando alle proprie responsabilità gli assassini di Mauro Rostagno deve essere chiuso con l’individuazione – sempre che sia così – anche dei responsabili esterni a Cosa nostra. La svolta nelle indagini – Vincenzo Virga mandante e Vito Mazzara esecutore materiale del delitto -, impressa dal vice questore Giuseppe Linares e dai suoi uomini, deve essere soltanto un primo passo, importante senza alcuna ombra di dubbio, verso quella verità ancora parziale. Bisogna andare fino in fondo senza, però, attendere altri 21 anni per mettere a posto un altro tassello dell’omicidio, firmato Cosa nostra, ma voluto soltanto dalla mafia? Ventuno anni di depistaggi, di piste percorse nella consapevolezza che non portavano da nessuna parte, di silenzi, di menzogne, di buio fitto e imprenetrabile, insomma. Perchè tutto questo? Negligenza, incapacità di chi conduceva le indagini, ovvero il temporeggiare faceva parte di un preciso e oscuro disegno? Chi si voleva proteggere? Chi voleva che l’omicidio Rostagno restasse un caso irrisolto? Ma soprattutto cosa si cela dietro al delitto? Il silenzio è andato avanti anche dopo la cattura dell’ex capo-mafia di Trapani, indicato come mandante, e già in carcere per scontare una condanna all’ergastolo. E poi perchè fino a ieri, si è dato poco peso alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia, Vincenzo Sinacori, che aveva dato una sua chiave di lettura dell’assassinio? Se l’omicido Rostagno è soltanto un delitto di mafia, perchè questo lungo e lento temporeggiare, una volta, peraltro, deposto il re senza corona, alias Virga, alla ricerca di riscontri che Linares e Ingroia hanno trovato in un batter di ciglia? Le dotazioni tecnologiche di cui sono oggi in possesso le forze dell’ordine, esistevano anche 10-15 anni fa. Gli agenti della Squadra mobile hanno attinto alla loro memoria storica – e quella non dipende da supporti tecnoligici all’avanguardia – per imboccare la strada giusta. Il resto lo ha fatto la compariazione balistica eseguita dal Gabinetto di polizia scientifica di Palermo. Ma senza quell’intuizione gli esami di laboratorio sarebbero serviti a poco. Forse far luce sull’omicidio Rostagno significava scoperchiare una pentola dove cuoce a fuoco lento un ghiotto minestrone, dove la mafia è soltanto un ingrediente? Una sola certezza: bisogna andare avanti. Quel minestrone ora va servito sulla tavola. E Giuseppe Linares sembra essere lo “chef” giusto.

 Pamela Giacomarro

Il giorno della Memoria (Roberto Scarpinato)

maggio 26, 2009

scarpinato  Riporto per intero la dichiarazione ufficiale di Roberto Scarpinato, in occasione della Giornata della Memoria in ricordo della strage di Capaci, in cui persero la vita Giovanni Falcone, la moglie e gli uomini della sua scorta.  

“Si dice che un Paese che perde la memoria del suo passato sia condannato a ripetere i suoi errori. L’Italia non ha questo problema. Non ha nulla da ricordare. Tutto quello che è avvenuto nella Prima e nella Seconda Repubblica sono fatti senza spiegazioni, mai accaduti veramente. Incidenti atmosferici. Nessuno si domanda perchè piove. Piove e basta. E così è per l’omicidio Falcone, l’omicidio Borsellino, la strage di Portella delle Ginestre, Piazza Fontana, la strage di Brescia, di Bologna, l’Italicus, la morte di Aldo Moro, Ustica, Gladio, Calvi impiccato sotto il ponte dei Frati Neri, l’assassinio di Carlo Alberto Dalla Chiesa, di Pasolini, di Mattei, di Ambrosoli.
Grandina in Italia. Grandina sangue. Ci hanno sempre detto che è acqua piovana. Che i responsabili, quando individuati, erano mafiosi, terroristi neri, estremisti rossi. Così è se vi pare. A me non pare. Lo Stato ha fatto la sua parte. I Servizi hanno sempre fatto la loro parte. Ieri, 23 maggio, Giovanni Falcone è stato commemorato. Le alte cariche della Repubblica si sono recate in Sicilia e hanno parlato ai bambini siciliani. C’era Alfano, c’era Napolitano, c’era Schifani. Nei loro discorsi si sono scordati di Dell’Utri, senatore, condannato a nove anni in primo grado, di Cuffaro, senatore, condannato a cinque anni in primo grado, di Andreotti, senatore a vita, prescritto per collegamenti con la mafia. Sono loro colleghi in Parlamento, si conoscono da anni, forse vanno a cena insieme. La memoria è una qualità morale. Non tutti la possiedono. La P2 è un movimento eversivo, uno Stato dentro lo Stato. Gelli ha libertà di parola, ma Gelli è stato condannato per depistaggio delle indagini per la strage della stazione di Bologna. I piduisti infestano il Parlamento, la tessera 1816 è Berlusconi. Il muro di Berlino è caduto nel 1989. Sono passati vent’anni. Da noi è come se fossero passati venti minuti. Tutto è fermo, immobile. Una nazione pietrificata con Borsellino ucciso con tritolo militare da manovalanza mafiosa. Chi ha dato l’ordine? Chi ha rubato l’agenda rossa di Borsellino? Mancino (vi siete mai chiesti da dove derivi il suo potere?) incontrò Borsellino a Roma al ministero, prima della sua morte. Il magistrato era sconvolto. Paolo Borsellino si oppose al papello, alla trattattiva tra Stato e mafia. Per questo, secondo suo fratello, fu ucciso. C’è bisogno di aria fresca. Di aprire porte e finestre e recuperare la memoria. Rileggere la nostra Storia. Un Paese senza passato è condannato a non avere un futuro.

Roberto Scarpinato

L’anello mancante nell’omicidio di Mauro Rostagno

maggio 25, 2009

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Finalmente la notizia che tutti attendevano da tempo, da troppo tempo. Ventuno anni per l’esattezza è arrivata. Adesso il mandante e l’esecutore materiale dell’omicidio del giornalista-sociologo, Mauro Rostagno, hanno un volto e un nome: Vincenzo Virga, vecchio boss trapanese e Vito Mazzara. Gli agenti della squadra mobile, diretti dal vice questore Giuseppe Linares, hanno trovato riscontro a quello che per ben ventuno anni era solo un sospetto. Ad uccidere Rostagno è stata la mafia. Una cosa che un pò tutti sapevano. All’epoca dell’omicidio – siamo negli anni 80 – Cosa Nostra aveva l’assoluto controllo del territorio. Impensabile che un delitto eccellente, come quello del volto noto di Rtc, non portasse anche la firma dell’organizzazione criminale, ovvero che possa essere stato compiuto senza il consenso dei boss. Accertato che Virga e Mazara sono coinvolti nell’omicidio, il punto e un altro: perchè la mafia uccide Rostagno?? Le parole di Rostagno, che ogni giorno le mandava a dire a tutti, mafiosi e politici, dagli schermi dell’emittente locale Rtc, spaventavano così tanto Cosa Nostra??? Più degli attacchi diretti al loro patrimonio da parte delle forze dell’ordine???? Le domande e i dubbi rimangono. Quella più ricorrente è: a chi aveva dato veramente fastidio Mauro a parte ai boss locali???? Sul caso Rostagno è stata accertata solo una parte della verità, quella legata al ruolo dell’organizzazione criminale nel delitto. Sotto gli occhi di tutti, ma per anni celata, tenuta nascosta. In questa direzione, le parole del procuratore aggiunto della Dda di Palermo, Antonio Ingoria, non hanno bisogno di alcun commento. “Quest’indagine, che si chiude con gli ordini di custodia cautelare per esecutori ed organizzatori del delitto, è una tappa, non certo un punto di arrivo”. Insomma, non si esclude che dietro l’omicidio, vi siano mandanti esterni a Cosa Nostra. Che la morte di Mauro sia stata decretata da ambienti lontani alla mafia e allo stesso tempo vicini. ambienti che rappresentano la stessa faccia della medaglia. Una visibile e l’altra ancora oscura. “C’è molto altro da scoprire  – dice ancora Ingroia – se parliamo di movimenti concorrenti con quelli di Cosa Nostra”. Una sola certezza. Rostagno non dava fastidio solo alla mafia. Era un giornalista scomodo che, da acuto osservatore della realtà trapanese, denunciava, a gran voce, anche gli intrecci di potere tra Cosa Nostra, politica corrotta e corruttrice, massoneria, servizi segreti deviati. Ingroia ha nuovamente tirato in ballo – nel corso di un’intervista rilasciata al tg 1 – la pista dapprima battuta e poi abbandonata che riguardava un traffico di armi tra l’Italia e la Somalia. Effettivamente, se facciamo un piccolo passo indietro e volgiamo lo sguardo a quegli anni, ci rendiamo conto che questa storia del traffico d’armi salta fuori in altre circostanze. L’attentato a Carlo Palermo. E’ risaputo, infatti, che Carlo Palermo aveva cominciato ad indagare a Trento, su un traffico d’armi internazionale. Si fece mandare a Trapani apposta. ma dopo appena sei mesi, tentano di farlo fuori in quella che ormai è conosciuta come la strage di Pizzolungo in cui persero la vita la povera Barbara Asta e i suoi due gemellini. Il traffico d’armi è una delle ipotesi sull’uccisione di Ilaria Alpi e il suo operatore. La Alpi, in Somalia, stava indagando proprio su un traffico d’armi. infine, tra le varie piste battute subito dopo l’omicidio Rostagno, sal ta fuori di nuovo la storia del traffico d’armi. Il giornalista, secondo alcune indiscrezioni, avrebbe scoperto che in un vecchio aeroporto in disuso, arrivavano degli aerei militari caricavano casse contenenti delle armi. Tutte ipotesi comunque e che per ventuno anni sono rimaste tali. Oggi, la speranza o per meglio dire il sentimento popolare, è che non debbano trascorrere altri ventuno anni per mettere assieme tutti i tasselli di un puzzle ancora da ultimare……..

Pamela Giacomarro

Mimmo il mago e quei 30 milioni apparsi dal nulla….

maggio 21, 2009

mimmo turano

Questa volta  “Mimmo il mago” si è superato, ed ha cacciato fuori dal cilindro, pardon dalle casse della Provincia, di cui Girolamo Turano è presidente, 30 milioni di euro, ossia circa 60 miliardi di vecchie lire. Soldi che stavano lì e nessuno, però se ne era mai accorto: milioni, non noccioline. Roba da far rizzare la chioma bionda di Giulia Adamo e, perfino, i pochi capelli che rimangono sulla testa del senatore Antonio D’Alì. Accantonati alla voce di bilancio “Residui passivi”, alcuni riferibili addirittur agli anni Ottanta, cioè denaro messo da parte per approntare spese che, però, non sono mai state sostenute, ovvero affrontate con uno esborso economico inferiore a quello preventivato. Insomma, come andare al supermercato a fare la spesa e, invece, di spendere 100 euro ne spendi solo 20, ricacciando nel portafolgi, nel tuo portafolgi, 80 euro e scordarteli in tasca. Ma come è possibile una disattenzione così macroscopica? Tutti incompetenti all’ufficio ragioneria dell’Ente? E se è così, per i tecnici “distratti” verranno adottati provvedimenti? Mimmo Turano, spiega e rispiega come è avvenuta la scoperta del tesoro nascosto, parlando di “buona fede” e “bilancio parallelo”. Sta di fatto però, che la provincia si ritrova nelle casse 30 milioni di euro. Grazie a Mimmo il mago e alla sua bacchetta magica.

Pamela Giacomarro

Studio aperto dichiara assolto Berlusconi Vergogna!!!!!!!!!!!!!

maggio 20, 2009

Questi giudici comunisti!!!!!!!!!!!!

maggio 20, 2009

5 per mills

L’ormai noto “Caso Mills” è una sporca storia di corruzione. Dalle 414 pagine della sentenza, emessa ieri dal tribunale di Milano che ha condannato l’ex consulente inglese del cavaliere a 4 anni e 6 mesi di reclusione, emerge il vero volto di Berlusconi: quello del corruttore. Un uomo che ha sempre comprato tutto e tutti, avendo anche la fortuna di essere circondato da persone “facilmente acquistabili”. Lui e tutto il suo gruppo, hanno comprato la Guardia di Finanza perchè chiudesse gli occhi anzi se li tappasse sui  libri contabili. Totalmente taroccati. Pagava la mafia, comprava politici come Craxi in cambio di leggi a “misura di Silvio” e comprava pure i magistrati pur di vincere alcune cause come quella  per “rubare” la Mondadori a De Benedetti e consegnarla nelle mani del cavaliere di Hardcore. Purtroppo grazie al totale silenzio dei media nazionali, carta stampata e tg, nessuno escluso, sono dovuti passare quindici anni per sapere tutte queste cose. Dalla lettura della sentenza, emerge che Berlusconi, regalò 600 mila dollari , in cambio di una testimonianza falsa che l'”avrebbe tolto dai guai”, per quanto riguarda i processi Guardia di Finanza e All Iberian, al suo ex consulente inglese David Mills, che nel frattempo aveva costruito al Cavaliere  un sistema che comprendeva ben 64 società occulte nei cosidetti paradisi fiscali. Qualcosa però andò storto, perchè Mills confessò tutto in una lettera indirizzata al suo commercialista Bob Drennan, nella speranza che il documento non fosse mai tirato fuori. Invece Drennan lo denunciò al fisco inglese e la famosa lettera finì sulla scrivania dei pm milanesi. Ricordiamo che all’epoca dei fatti, Berlusconi aveva già fatto il suo ingresso in politica (88-89). Guidava un Governo e si accingeva a guidarne altri due. Oggi Berlusconi, alla luce di quanto emerso dopo la sentenza del tribunale di Milano che toglie ogni dubbio sulle capacità “corruttive” del premier, rimarrà impunito per legge, grazie al lodo Alfano una legge approvata e promulgata grazie all’indifferenza ed alla complicità di chi avrebbe dovuto  contrastarla e respingerla.

Pamela Giacomarro

Il consiglio provinciale chiede le dimissioni di Cinzia Puma

maggio 20, 2009

calcestruzzi Mazara Su tutte le pagine dei quotidiani locali è rimbalzata la notizia che Cinzia Puma, revisore dei conti della Provincia di Trapani si è dimessa. Si  dimessa,  ma dall’incarico di revisore dei conti della “Calcestruzzi Mazara” di cui fanno parte mafiosi di alto rango, come Mariano e Giovan Battista Agate  e l’anziano Nino Cuttone (gli ultimi due arrestati nell’ambito dell’operazione denominata “Eolo”. Le dimissioni della Puma, non erano di certo quelle attese dal consiglio provinciale e dalla persone di buon senso che fortunatamente ancora esistono in questa provincia. Le dimissioni della Puma, dalla “Calcestruzzi Mazara”, portano la data dello scorso tre marzo, precedenti quindi alla richiesta contenuta nell’ordine del giorno del Consiglio. Ma chi aveva sponsorizzato questo grande esempio di coerenza e  sensibilità civile oltre che politica? Sembra che dietro la Puma, anzi lo è per certo, ci sia lei, il deputato regionale del Pdl, la “pasionaria delle saline” Giulia Adamo, che in una nota, si assume la responsabilità politica della scelta e accusa alcuni, non identificati “politici che con i mafiosi ci convivono ogni giorno”.  “Ho appreso  – ha sottolineato l’onorevole  Adamo –  che la dottoressa Cinzia Puma, nominata revisore dei conti alla Provincia di Trapani, su segnalazione dei consiglieri che fanno riferimento a me, è anche revisore dei conti della Calcestruzzi Mazara, società che annovera tra i soci personaggi indagati per mafia. La politica può sbagliare, e me ne assumo tutta la responsabilità, sicuramente in questo caso in buonafede, ma è importante riconoscere gli errori e fare in modo che possano costituire per il futuro da monito per evitare il loro ripetersi.Certamente d’ora in poi non segnalerò persone senza il vaglio ed il conseguente star bene sul nome dalle autorità preposte. A tutti quelli che aspettavano un errore da parte mia, che ho sempre lottato queste nomine dubbie, devo solo dire che questo episodio non mi renderà certo complice di chi con i mafiosi, pur facendo politica, ci convive ogni giorno. Ribadisco che io continuerò a lavorare a testa alta contro le infiltrazioni mafiose nella politica e questo episodio serve a rafforzare la volontà mia e del mio gruppo ad usare maggiore attenzione nelle scelte delle persone.” A questo punto un dubbio rimane. Perchè mai la Adamo fa il nome di Cinzia Puma, considerato il fatto che non la conosce. Altrimenti avrebbe di certo saputo che la dottoressa Puma era anche revisore dei conti della Calcestruzzi Mazara e perchè mai l’onorevole Adamo, visto il suo tanto decantato impegno contro la mafia, non fa i nomi di questi politici che con la mafia ci convivono ogni giorno?????

Pamela Giacomarro

Paolo Ferrero a Trapani

maggio 20, 2009

rifondazioneferreroArriva verso le 22,30, al Bocadillo. La visita del segretario nazionale di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero in Sicilia, per sostenere la candidatura al parlamento europeo di Giusto Catania, prosegue senza sosta. E’ già passato da Caltanisseta, Palermo, Partinico, dove ha visitato il circolo Peppino Impastato. E’ arrivato a Trapani e al termine dell’incontro è subito ripartito alla volta di Castellammare del Golfo. A chi gli chiede come fa a reggere questi ritmi, risponde sorridendo che “bisogna fare i comunisti, non solo definirsi tali”. E a dimostrazione di ciò,  Ferrero continua i suoi viaggi in quella parte del Paese spesso dimenticata. Incontra la gente, soprattutto gli abitanti dei quartieri popolari, parla con gli operai, malpagati e sfruttati, che oggi si sentono sempre di più abbandonati persino dai sindacati che dovrebberlo proteggerli. Ha pochi minuti per parlare ai presenti “pochi ma buoni”. Una domanda secca. Perchè la gente dovrebbe votare Rifondazione? La risposta è diretta  e sintetica.  “In un periodo come questo – sottolinea –  con il governo che si sta dimostrando pesantemente di destra, in forme definibili fascistoidi, è paradossale che l’opposizione in Italia sia nulla, costruita ipocritamente e lievemente sui palchi della televisione, inesistente tra la gente “comune”. Gli esponenti del Pd e dell’Idv sono gli stessi che in Europa votano 8 volte su 10 le stesse manovre appoggiate dagli schieramenti di destra, facenti capo all’imperator Berlusconi; sono gli stessi che hanno appoggiato un tipo di economia liberista, che gravando sulle spalle dei lavoratori e dei piccoli imprenditori, ha causato, come nel passato, una crisi economica di dimensioni immani. E per giunta non è la prima volta che succede. Dalla storia si dovrebbe imparare, ma evidentemente ancora non abbiamo le lenti adatte per guardare il mondo con occhi non miopi. Mentre le banche si salvano, mentre c’è chi dice che la crisi è finita, vedi Berlusconi (forse perché egli in crisi non c’è mai entrato, e chissà perché!), ai piani bassi si sta scatenando solo la guerra tra i più poveri e si stanno alimentando le diseguaglianze sociali ed economiche, oscurate da un’informazione che passa soltanto quello che conviene ai padroni”. Ferrero è  ottimista. E il suo ottimismo vuole trasmetterlo alla gente. “Supereremo lo sbarramento elettorale del 4 per cento e siederemo al Parlamento Europeo, avendo così la possibilità di denunciare le malefatte di Pdl, Udc, Mpa, Pd, Idv, uniti tutti insieme nel perseguimento di fini personali a scapito di tutti coloro che andrebbero a rappresentare. Io e Giusto Catania ci crediamo e voi?????? Frattanto, il Circolo trapanese di Rifondazione “Mauro Rostagno”, ha approfittato dell’incontro di ieri sera, per avviare una petizione popolare,  chiedendo a “gran voce”, le dimissioni di Cinzia Puma,  revisore dei conti della Provincia. Il perchè???? Lo spiegherò nel prossimo post…………….

Pamela Giacomarro