Che non trascorrano altri 21 anni!!!! (Breve ricordo di Mauro Rostagno)

Il cerchio che gli agenti della Squadra mobile di Trapani hanno aperto inchiodando alle proprie responsabilità gli assassini di Mauro Rostagno deve essere chiuso con l’individuazione – sempre che sia così – anche dei responsabili esterni a Cosa nostra. La svolta nelle indagini – Vincenzo Virga mandante e Vito Mazzara esecutore materiale del delitto -, impressa dal vice questore Giuseppe Linares e dai suoi uomini, deve essere soltanto un primo passo, importante senza alcuna ombra di dubbio, verso quella verità ancora parziale. Bisogna andare fino in fondo senza, però, attendere altri 21 anni per mettere a posto un altro tassello dell’omicidio, firmato Cosa nostra, ma voluto soltanto dalla mafia? Ventuno anni di depistaggi, di piste percorse nella consapevolezza che non portavano da nessuna parte, di silenzi, di menzogne, di buio fitto e imprenetrabile, insomma. Perchè tutto questo? Negligenza, incapacità di chi conduceva le indagini, ovvero il temporeggiare faceva parte di un preciso e oscuro disegno? Chi si voleva proteggere? Chi voleva che l’omicidio Rostagno restasse un caso irrisolto? Ma soprattutto cosa si cela dietro al delitto? Il silenzio è andato avanti anche dopo la cattura dell’ex capo-mafia di Trapani, indicato come mandante, e già in carcere per scontare una condanna all’ergastolo. E poi perchè fino a ieri, si è dato poco peso alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia, Vincenzo Sinacori, che aveva dato una sua chiave di lettura dell’assassinio? Se l’omicido Rostagno è soltanto un delitto di mafia, perchè questo lungo e lento temporeggiare, una volta, peraltro, deposto il re senza corona, alias Virga, alla ricerca di riscontri che Linares e Ingroia hanno trovato in un batter di ciglia? Le dotazioni tecnologiche di cui sono oggi in possesso le forze dell’ordine, esistevano anche 10-15 anni fa. Gli agenti della Squadra mobile hanno attinto alla loro memoria storica – e quella non dipende da supporti tecnoligici all’avanguardia – per imboccare la strada giusta. Il resto lo ha fatto la compariazione balistica eseguita dal Gabinetto di polizia scientifica di Palermo. Ma senza quell’intuizione gli esami di laboratorio sarebbero serviti a poco. Forse far luce sull’omicidio Rostagno significava scoperchiare una pentola dove cuoce a fuoco lento un ghiotto minestrone, dove la mafia è soltanto un ingrediente? Una sola certezza: bisogna andare avanti. Quel minestrone ora va servito sulla tavola. E Giuseppe Linares sembra essere lo “chef” giusto.

 Pamela Giacomarro

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