Inshallah Mauro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Inshallah Mauro,

A ventuno anni dalla tua scomparsa, mi piace ricordarti così, con il volto sorridente e lo sguardo sornione. Eri un uomo libero, ma anche solo. Forse troppo libero e troppo solo. Per questo ti hanno ammazzato. In questa terra dove il servilismo e l’appartenenza sono le condizioni ideali per andare avanti, per fare carriera o semplicemente per riuscire a sopravvivere. Quella stessa Sicilia che amavi e di cui ne svelavi i “misteri” attraverso gli schermi di Rtc. Il 26 settembre di ventuno anni fa, qualcuno ha deciso che era arrivato il momento di “tapparti la bocca”, per sempre. Ti hanno lasciato morire lì, a pochi passi dalla Saman, quella comunità che tu avevi messo in piedi. Molto più di un semplice centro di recupero per i tossicodipendenti. Con il tuo lavoro da giornalista, non davi tregua a Cosa Nostra. denunciavi attraverso i tuoi editoriali tutto il marciume celato dietro gli appalti, i legami tra mafia e politica, che costituiscono le facce della stessa medaglia. Stavi riuscendo, pian piano a risvegliare la coscienza di una città sopita, una città che dormiva e che oggi continua a dormire, indifferente davanti a tutto e a tutti. Dopo la tua morte, tutto è tornato come prima, anzi peggio di prima. Dopo ventuno anni, il marciume si annida ancora nella Pubblica amministrazione e il legame tra mafia e politica rimane ancora forte, in questa terra che troppe volte ha pianto i suoi figli. Cosa Nostra ha cambiato pelle, non spara più, ma riesce ancora ad aver il controllo dell’economia di una città a cui è stato solo “rifatto il trucco”. Di quattro televisioni locali, esistenti ne capoluogo, ne rimane solo una, la gente legge poco e i giovani non chiedono nient’altro che andare via perchè qui non c’è niente. Non c’è lavoro, non c’è futuro: l’informazione latita, la giustizia va a rilento (dopo ventuno anni, non sappiamo ancora chi e perchè ha commissionato il tuo omicidio. Solo la mafia? Forse), la politica continua a fare i suoi affari. Oggi, nel giorno dell’anniversario della tua morte, ho deciso di ricordarti così, scrivendoti una lettera. Mi sembrava il modo più autentico per parlare di te. Non mi piacciono le commemorazioni, hanno un’aria di sconfitta e appaiono sempre di più ipocrite, soprattutto se ad organizzarle sono le stesse persone che quando eri in vita non ti vedevano di buon occhio ed adesso invece ti glorificano, ponendoti du un piedistallo come fossi un Dio. Per questo ho semplicemente deciso, di raccontarti attraverso queste poche righe, che purtroppo non leggerai. Parlare di te non è facile. C’è così tanto da dire che non sai mai da dove cominciare. Chi eri in realtà? L’uomo, il sociologo, il giornalista, un terapeuta, un combattente reduce del 68 e di Lotta Continua, il fondatore delfamoso locale Macondo, simbolo di libertà l’isola immaginata da Gabrìel Garcia Marquez. La tua storia, potrebbe essere la trama ideale di un film. un thriller dove alla fine però non si scopre l’assassino. Dopo ventuno anni, è notte fonda sui mandanti, sui killer, persino sul movente. I pentiti, sentiti e risentiti dai magistrati hanno aiutato gli inquirenti a fare luce su tanti omicidi, a scoperchiare diversi pentoloni, ad aprire diversi armadi dai quali sono usciti molti scheletri. Ma qundo si parla di te, Mauro, niente. Nessuno ha visto, nesuno ha sentito. ma ne siamo proprio certi, oppure chi sa non vuole parlare per proteggere qualcuno? E se così fosse, per proteggere chi? Cosa c’è dietro la tua morte? Il traffico d’armi sul quale indagava peraltro anche Carlo Palermo e che riconduce in Somalia alla povera Ilaria Alpi, il traffico di droga, servizi segrti deviati, l’ombra di Craxi sulla Saman? Forse tutto questo o forse niente di tutto ciò. L’unica cosa certa è che la tua eliminazione, faceva comodo a tanti, anche agli insospettabili, gli stessi che passavano le loro serate a sorseggiare brandy fumando sigari nel famoso circolo Scontrino, sede della loggia Massonica. Ti saluto con una frase che tu spesso pronunciavi : “Tu mi sorridi e penso che quando guardi questo mare sei una goccia di cristallo”
Inshallah

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