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Sgarbi VS Tarondo

maggio 15, 2009

sgarbiTarondo  

Scusatemi tanto. Forse mi dovrei vergognare, ma credetemi è stato più forte di me. Mi sono addormentata e chi mi stava accanto sostiene anche che russavo forte, quando il vescovo – al confronto-scontro tra Sgarbi e Tarondo – ha celebrato messa, pardon, ha fatto il suo intervento alla manifestazione che si è svolta all’hotel Cristal. Il suo discorso alla camomilla, è stato rilassante. A tal punto che ho pensato di chiedergli una copia per leggermela prima di andare a letto. Sapete, io soffro di insonnia.  Cosa abbia voluto dire monsignor Miccichè, nessuno lo ha capito. Forse nemmeno lui. Ma questa non è una novità, perché il vescovo proibizionista, sembra essere specializzato a dire e non dire. Ad essere elusivo e a girare alla larga dagli ostacoli. Ma noi gli vogliamo lo stesso bene. Anche se ci ha tolto gli incappucciati dalla processione dei Misteri e a quanto pare, medita per il prossimo anno di abolire anche il ceto che apre il corteo religioso sostituendo “La Separazione” con una bella poltrona portata in spalla da due  Marcantoni, con lui seduto comodamente. Una sola certezza: nessuno gli dirà niente. Lui è come Berlusconi:  può fare quello che gli pare.  Ascolto Vittorio Sgarbi, mentre spara a zero  contro Caselli e Violante e provo invidia per i salemitani. Loro infatti, oltre ad avere il critico d’arte, che quando vede i magistrati si imbufalisce come un toro quando vede il rosso, hanno anche l’assessore alle Mani in pasta, l’assessore alla Creatività, l’assessore al nulla e una new entry:  l’assessore ai Sogni. I trapanesi sono più sfigati, possono al massimo incontrare per le strada, se gli gira bene,Mimmo Turano, presidente della Provincia. Chi? Mimmo Turano. Prima a sedere sulla poltrona più prestigiosa di Palazzo Riccio di Morana era la “pasionaria delle saline”, Giulia Adamo, una che ancora oggi, nei manifesti elettorali utilizza la foto della prima comunione. Sembra che funzioni. Ad Adamo è subentrato poi Lui. Se il Manzoni, inizia il Cinque maggio con “Ei fu” e tutti sanno che si riferisce a Napoleone, nella città falcata basta dire Lui, per indicare il senatore Antonio D’Alì. A quest’ultimo, infine, è succeduto il Mimmo alcamese, che dopo aver preso legnate alle Regionali e dopo essere stato segato perfino alle elezioni condominiali, si è candidato alla Provincia e, udite udite, è riuscito  a vincere. Incredibile. In attesa del  confronto Sgarbi-Tarondo, succede di tutto. Anche che un buontempone, notando tra la folla che si appresta a prendere posto nella sala conferenze del Crystal, pezzi dell’Udc, urli: “Prima di entrare, bisogna  tirare fuori la fedina penale”.  Qualcuno che non capisce che  si tratta di uno scherzo, ci crede per davvero, gira i tacchi e schizza via a Vela spiegata. Inizia il dibattito. Sgarbi è un vulcano. Insulta i magistrati, dice che a Salemi non c’è la mafia, ma soprattutto, fa i nomi di quelli che lui considera vittime della giustizia. Di due in particolare, Mannino, dichiarato mafioso e, invece, non lo era e  Vincenzino Culicchia. Tarondo sorride, ma la sua faccia sembra un misto, tra lo sconcerto e la rassegnazione. Sgarbi, allora, affonda il colpo finale e tira in ballo il suo pezzo forte: il processo Andreotti. “Un processo politico – urla – che rappresenta il fallimento della magistratura”. E pensare che poco prima, Andrea Tarondo gli aveva teso la mano: “Sgarbi – aveva detto – potrebbe fare il consulente della Procura”. Un riconoscimento per il fiuto investigativo del castiga-magistrati, che in barba a poliziotti e carabinieri, aveva individuato, prima di tutti, il pericolo concreto e reale dell’infiltrazione della mafia nell’eolico. Ancora una volta, il sindaco di Salemi, è riuscito con l’abilità di un mago, a realizzare un castello mettendo ogni pezzo al suo giusto posto. Un castello che riesce a restare in aria.  Ma il trucco dov’è? Perchè se non c’è trucco, il Vittorio Nazionale, sbaglia a “pedalare” per le europee. Il suo giusto incarico sarebbe alla protezione civile, al posto dello scudettato Bertolaso, che nella sua divisa, ha più patacchedi tutti i giocatori della Juve. Se Sgarbi riesce a realizzare castelli, con lui il problema della ricostruzione in Abruzzo è risolto. Tutti a casa subito. Fenomeno.

Pamela Giacomarro